lunedì 27 febbraio 2012

Da chi la ricompensa?

LUNEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA

“Nel Discorso della montagna Gesù chiede che il comportamento, le azioni del cristiano non cerchino nessuna ricompensa presso gli uomini, ma la attendano soltanto da Dio. Dio è un Padre che vede nel segreto, che legge i nostri cuori, è colui al quale nulla di noi e delle nostre profondità è nascosto. Testimoni dell’operare del cristiano sono dunque Dio e gli altri.
Ma da chi noi vogliamo la ricompensa?”


Con queste parole E. Bianchi ha iniziato la sua riflessione il mercoledì delle ceneri.
È vero: delle nostre azioni sono testimoni il Signore e gli altri. Ma il testimone non è colui che dona la ricompensa alle nostre buone azioni. Il testimone è solo chi le vede e magari ne trae beneficio.
La nostra luce deve risplendere davanti agli uomini ma per un unico motivo: perché vedano le nostre opere buone e rendano gloria al Padre che è nei cieli, come ci ricorderà domani il vangelo (Mt 5, 13-16)
Eppure per noi è facile sporcare questa luce, farle ombra, proprio cercando la ricompensa nel posto sbagliato.

Continua il priore di Bose:
“Che senso ha, che bontà contiene l’atto di fare del bene a un altro per ottenerne il contraccambio? Che senso ha fare delle azioni molto buone per l’altro, se con quelle azioni vogliamo sedurlo, farcelo amico, averlo dalla nostra parte? Che senso ha che un cristiano preghi o digiuni, se poi misura queste azioni sul risultato che potrebbero avere presso gli altri e non in se stesse, davanti a Dio?

Attendere la ricompensa da Dio non significa volerlo comprare con le nostre buone azioni, accaparrarci la sua benevolenza.
Se così fosse saremmo nella logica del contraccambio, della mercificazione del bene o peggio ancora della prostituzione.
Significa invece sapere che Lui risponde al nostro bene donato donandoci altro bene.
Oggi nel vangelo delle Beatitudini leggevamo: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli, beati i misericordiosi perché troveranno misericordia…” e via dicendo.
Ecco allora la ricompensa, il bene che ci verrà riversato in grembo senza misura: la sua misericordia, la sua presenza, la sua consolazione …..

Nella misura in cui cerchiamo la ricompensa dagli uomini perdiamo la libertà e le nostre relazioni interpersonali saranno viziate sul nascere. Nella misura in cui lasciamo che sia Dio a decidere per noi e di noi senza desiderare nulla se non compiere la sua volontà allora avremo ali grandi per volare lontano.

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