giovedì 29 marzo 2012

La normalità della vita

Ieri leggevamo nel libro dei Proverbi: “Io, Dio, ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane perché una volta sazio io non ti rinneghi e dica “ Chi è il Signore?” oppure, ridotto all’indigenza , non rubi e abusi del nome del mio Dio”. (Pr 30, 7-10)

Colui che ha scritto queste parole era sicuramente un uomo equilibrato. Un uomo che conosceva bene se stesso e i rischi nei quali poteva incorrere.
Sapeva che se fosse diventato ricco, nella sua autosufficienza, avrebbe probabilmente dimenticato il Signore ma sapeva anche che se si fosse ridotto all’indigenza non avrebbe resistito alla tentazione di rubare, ”abusando così del nome di Dio”.
Ecco perché chiede al Signore di salvaguardarlo da ogni eccesso, nel troppo o nel troppo poco.

Questo è un equilibrio necessario per il cammino di fede, per non cadere in atti di virtù eroici destinati a spegnersi in breve tempo, che, come razzi, una volta arrivati alle stelle quando perdono la spinta propulsiva tornano rovinosamente a terra lasciando la persona schiacciata dai suoi fallimenti.
Senza questo equilibrio le cui radici affondano in una realistica conoscenza di sé, ci si illude facilmente su se stessi, si prendono grandi sbandate “spirituali”, si diventa nascostamente superbi.

Gesù ci ha invitati a chiedere “oggi il pane quotidiano” anche per questo, per ricordarci ogni giorno della nostra dipendenza da Dio, della nostra fragilità.

Sarà poi Lui, se lo vorrà, a chiederci una maggiore povertà e un abbandono più coraggioso dei nostri beni O, al contrario, a metterci tra le mani una certa ricchezza per farne buon uso.
Lui potrà chiamarci ad andare oltre questo equilibrio, oltre questa “normalità” che è la nostra prima vocazione.

Perché, se è vero che oggi tanti nel mondo cercano di distinguersi in qualche modo o di avere un lavoro particolare che attiri la curiosità di molti, è pure vero che anche nel nostro vivere la fede siamo spesso allettati da modi di vivere straordinari, fuori dal comune.
Ma la normalità è la più bella e umile forma di vita.

3 commenti:

  1. Eppure, il desiderio è ciò che manda avanti gli esseri umani. Desiderio di conoscere, di interrogarsi, ma anche desideri meno profondi, come successo, ricchezza...

    Come scegliere tra desideri giusti e sbagliati?
    Quali alimentare e quali soffocare?

    Quando un desiderio è un messaggio di Dio ad agire e quando è un capriccio che porta all'abuso?

    Un abbraccio
    Manuel

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    1. Io credo che il desiderio sia una cosa necessaria per crescere. Desiderio di conoscere, di amare e di essere amati, di migliorare, anche di fare carriera (se però con onestà)....
      Ma c'è differenza tra un sano desiderio (e si capisce che è sano perché ci apre di più al prossimo, ci rende più diponibili, sereni, capaci di amare di più e meglio) e invece la voglia di apparire, di essere di più degli altri, di differenziarsi a tutti i costi. Qui prevale l'egocentrismo.
      E in questo caso ci si accorge che dentro non si è tranquilli, si perde la pace, si passa tempo a rincorrere cose che poi non ti riempiono.
      E' importante imparare a leggere i nostri sentimenti, cosa si muove nel cuore e anche a osservare i frutti dei nostri comportamenti.
      Se si nota che l'agire in un certo modo (pur dandomi maggior visibilità o soldi o altro) mi chiude di più su me stesso, mi rende più arido, più egoista, se mi sento meno libero e più condizionato da ciò che pensano gli altri o dalla mentalità dell'apparire, allora devo fare attenzione. In questo caso poi sono anche di aiuto quelle persone sagge e libere interiormente che possono svelare a freddo certi inganni in cui è facile cadere.
      Grazie Manuel per i tuoi interventi. Emanuela

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    2. Quello che dici è vero, ma forse è proprio questo il difficile. A volte non si riesce a capire prima il risultato delle nostre azioni. A volte una cosa ci sembra giusta e sensata, senza alcuna conseguenza per noi e per gli altri: e invece poi si rivela essere devastante.

      E viceversa, una cosa che sembra insensata, folle, pericolosa, poi si rivela invece la cosa giusta e anche chi ci ha dato inizialmente torto, deve ammettere la nostra ragione...

      E quindi ecco il grande dubbio: agire o non agire? Fare o non fare? Rischiare o non rischiare? E' Dio che mi sprona a fare una cosa o è il mio ego? E' Dio che mi impedisce di fare qualcosa, o mi mette solo degli ostacoli per farmi migliorare superandoli?

      Se decidiamo di vivere, siamo messi di fronte a scelte a volte molto difficili. E l'incertezza, non l'abbiamo sperimentata solo noi: "Allontana da me questo calice, ma sia fatta la tua volontà, non la mia."

      Un abbraccio
      Manuel

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