mercoledì 21 marzo 2012

Punti interrogativi

L’intervento di un autore a me sconosciuto sul “punto interrogativo” letto oggi per caso mi ha portato a riflettere sul vuoto di domande che abita il nostro mondo.
Paradossalmente più ci sentiamo insicuri e siamo pieni di paure più esprimiamo giudizi netti sulle persone, sulle situazioni, sui fatti di cronaca. Lo facciamo senza porci domande, senza approfondire i perché di scelte, atteggiamenti, comportamenti che vediamo negli altri….
Più diventiamo pigri nell’accrescere le nostre conoscenze più ci ergiamo a sapienti conoscitori del reale.

Eppure il sano desiderio di conoscere sarebbe quanto mai auspicabile in tutti i campi e l'approfondire non è da considerarsi un semplice prurito di notizie o novità ma dovrebbe essere letto come un voler capire di più per amare di più.

Scriveva s. Bernardo:
“Vi sono coloro che vogliono conoscere solo per conoscere e questa è curiosità; vi sono coloro che vogliono conoscere solo per essere conosciuti e questa è vanità; vi sono coloro che vogliono conoscere per vendere il loro sapere e questo è un guadagno ingiusto; vi sono coloro che vogliono conoscere per essere edificati e questa è saggezza; vi sono infine coloro che vogliono conoscere per edificare e solo questa è carità”.

Per conoscere però bisogna avere dei punti di domanda in cuore e non solo dei punti esclamativi.
Vi rinvio allora alla lettura “leggera” e "surreale" di quanto scritto dal sopra citato articolo a questo indirizzo:
http://www.ilpost.it/lorenzoderita/2012/03/20/riceviamo-e-volentieri-pubblichiamo/

1 commento:

  1. Ciao Emanuela,

    purtroppo è molto facile dare giudizi definitivi, che interrogarsi e porsi domande (che a volte restano senza risposta).

    Bellissimo spunto di riflessione, da ricordare ogni giorno.

    Approfitto per augurarti "Buona Primavera"

    Un abbraccio
    Manuel

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