mercoledì 14 marzo 2012

Tesaurizzare nel cielo

MERCOLEDI DELLA III SETTIMANA DI QUARESIMA

“Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove i ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore…
Nessuno può servire due padroni perché o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.”
Questo leggiamo nel vangelo odierno (Mt 6, 19-24)

Il breve post di un blog non può certo entrare in profondità nel rapporto del credente con i beni e il denaro.
Le domande sono tante tra le quali la prima potrebbe essere: qual è la differenza tra risparmio e accumulo? Dentro questa crisi economica se alcune persone non avessero risparmiato nei tempi buoni forse ora sarebbero su una strada, o non potrebbero far studiare il figli né poter andare avanti con un lavoro sottopagato o precario.

Don Rigoldi in un incontro affermava più o meno che l’accumulo (e dunque il peccato) era l’eccesso di beni in rapporto ad una ragionevole sicurezza.
Il problema però a questo punto si sposta sulla parola “ragionevole” che noi possiamo interpretare in molti modi.

Ci sono però dei punti fermi che possono aiutarci nel discernimento.
Il primo è che l’accumulo è un sacrificare la vita ai beni. La vita è fatta di tempo, di affetti, di relazioni interpersonali, di riposo…Quanto di tutto ciò sacrifico per ammassare, per aumentare il conto in banca o il numero oggetti di valore che riempiono la mia casa ( e alla fine anche il mio cuore )?
Alla fine l’accumulo è rubare a Dio, ai fratelli e alla terra.

Il secondo è interrogarci sul nostro desiderio di condividere.
Quando nel vangelo di Luca Gesù dice “Guai ai ricchi” si riferisce a coloro che non vogliono o non sanno vedere il povero, coloro che davanti all’abbondanza di beni, (il grano nello specifico di Luca 12, 16-21) non pensano a condividere ma solo a costruire altri granai dove riporli.
Per noi ad esempio equivarrebbe a comprare degli armadi più grandi per metterci dentro più vestiti senza chiederci se non sarebbe il caso di avere meno vestiti e darne qualcuno ad altri.

I ricchi sono coloro che nonostante siano “sazi” continuano a mangiare. E non si accorgano che quanto accumulato marcisce perché non è stato condiviso e nello stesso tempo gli corrompe l’anima.
Quante cose “marciscono” nelle nostre abitazioni!

Il terzo punto fermo è analizzare il nostro cuore. Chiederci quanto è diviso in se stesso, a chi si è “affezionato” di più: a Dio o al denaro. In chi cerca la sua sicurezza ? Di chi si fida di più?
Alla fine si comprendere di essere vittima della mentalità dell’accumulo quando ci si accorge di non riuscire più a fidarsi del Signore e del prossimo, si comincia a voler sempre e solo bastare a se stessi, senza dover più chiedere nulla. Aumenta l’isolamento e aumenta la solitudine.

Scrive p. S. Fausti: “Accumula tesori eterni colui che riceve ringraziando e usa condividendo…
Il dono resti sempre tale e chi ne è derubato non lo richieda indietro (cf. Lc 6, 30). Così diventa figlio del Padre che tutto dona e perdona. In questo modo il suo tesoro non sarà mai derubato: resterà sempre dono anche per chi lo fa oggetto di furto….
Una persona abita più dove è con il cuore che con il corpo. Se ami le cose che periscono sei nella perdizione. Se ami Dio che è la vita, dimori in Dio e nella vita”.

2 commenti:

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  2. Ciao Emanuela,

    vorrei segnalare una piccola curiosità, riguardante il famoso "cammello che passa nella cruna di un ago".

    Pare che per cammello, non si intenda l'animale, ma una grossa fune. Effettivamente, la spiegazione così data ha anche più senso: nell'ago ci faccio passare un filo, quindi il passaggio di un "cammello", cioè di un filo molto molto molto grande è molto più logico che non il passaggio di un "cammello" vero, con gobbe, zoccoli e bardatura.

    Solo una piccola curiosità

    Un abbraccio
    Manuel

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