sabato 14 aprile 2012

Porte chiuse

Due volte nel vangelo di questa domenica (Gv 20, 19-31) si parla di porte chiuse.
Sono il segno esteriore del cuore dei discepoli che si è chiuso per la delusione, la paura, l’insicurezza.
Sono chiuse non solo per non fare entrare possibili pericoli ma anche per non uscire ad affrontare il mondo, ora che si sentono per primi dei “traditori”, uomini scappati al momento del bisogno, che non hanno resistito nella prova.
Si giudicano da loro stessi e non si piacciono. Così preferiscono non farsi vedere in giro.
Tommaso alla fine sembra il più coraggioso, lui esce, forse anche per non ammalarsi di depressione.

E il Signore entra attraverso le porte chiuse, esse non hanno il potere di fermarlo. Non li rimprovera, non gli fa pesare il loro abbandono, gli dona anzi la pace e li manda al mondo. Gesù si comporta proprio da Dio.
Non gli interessa avere discepoli perfetti, senza paura e senza macchia. A lui interessa avere discepoli che continuino a credere in Lui anche quando non piacciono nemmeno a se stessi, quando si sentono insicuri e preferirebbero scomparire dalla vista di tutti.
Gli interessa che siano disponibili a camminare “sulle acque”.

A volte il primo impedimento a Dio e al suo agire non sono tanto i nostri peccati o le nostre insicurezze ma il potere che diamo ad essi di deprimerci e di spegnerci.
Al contrario Cristo non ci spegne, ci accende di se stesso.
Una cosa sola ci chiede, così come a Tommaso: “Non essere incredulo ma credente”. Questa è la sfida che ogni giorno bussa alla nostra porta.

Scriveva Mat'Marija, una monaca russa morta nel lager di Ravensbruck nel 1945, prendendo il posto di una compagna di prigionia:

“Ci sono due modi di vivere: camminare sulla terra ferma facendo solo ciò che è giusto e rispettabile, e così misurare, soppesare, prevedere.
Ma si può anche camminare sulle acque.
E allora non si può più misurare e prevedere ma bisogna solo credere incessantemente.
Un istante di incredulità e s’incomincia ad affondare."

1 commento:

  1. Ciao Emanuela,

    oggi avevo proprio bisogno di parole come queste. Grazie per la tua luce.

    Un abbraccio
    Manuel

    ps: hai passato una buona pasqua?

    RispondiElimina