sabato 12 maggio 2012

Le sorprese della vita


Qualche anno fa parlando con dei giovani sul tema dell’aborto ricordo come una ragazza si definisse decisamente  e orgogliosamente  “pro aborto”.
Poi per un certo tempo non seppi più nulla di quel gruppo finché un giorno per strada incontrai uno di quei giovani che mi raccontò di come la ragazza in questione fosse rimasta incinta e avesse deciso di tenere il bambino.

La notizia mi rallegrò e non mi stupì più di tanto perché l’esperienza nel tempo mi ha aiutato a capire di non valutare le persone solo in base a quanto dicono in certi momenti. So infatti che le parole a volte nascono dalla voglia di fare “opposizione” a qualunque costo. O, al contrario, dal voler  lusingare l’altra parte per ottenerne il favore. Non mi stupirei di scoprire che chi si era definito “pro vita”  in modo categorico durante quella discussione avesse poi scelto di abortire in una situazione concreta.

Questo ricordo mi è scaturito leggendo l’ultimo post di Gilberto Borghi, “L’irriconoscibile Antonella”,  su Vino Nuovo.
È un inno alla speranza e all’agire nascosto di Dio.
Lo propongo allora alla vostra lettura:  http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=851

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