venerdì 25 maggio 2012

Non sappiamo come pregare


VENERDI DELLA VII DOMENICA DI PASQUA

“Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo stesso Spirito interviene con gemiti inesprimibili: e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.” ( Rm 8, 25-27)

È vero: noi non sappiamo pregare. Perché la preghiera non è innanzitutto opera nostra, non è un fare, non è un agire. Non è un semplice dire preghiere, non è solo un parlare né solo un ascoltare.
Credo che sia soprattutto una disponibilità a vivere quel silenzio che ci permette di scoprirci abitati non solo dai nostri pensieri, idee, preoccupazioni, in poche parole da noi stessi, ma da Qualcuno che ci trascende e nello stesso tempo prega in noi e per noi.
Una disponibilità ad aprire il cuore alla presenza di Dio.
A questo proposito scrive  Jean Lafrance:

“Devi continuamente ripeterti che il luogo della preghiera è il tuo cuore, cioè il centro del tuo essere, là dove tu sei te stesso pienamente libero, dove ti apri o ti chiudi a Dio. Il tuo cuore è la sorgente stessa della tua personalità cosciente, intelligente e libera e soprattutto il luogo nel quale sei abitato dalla presenza dello Spirito…..

Troppo spesso pensi che pregare sia un esporre davanti a Dio delle belle considerazioni intellettuali. Non t’ingannare. Dio non ha bisogno delle tue idee, perché ne ha infinitamente di più belle.
Ugualmente la preghiera non può consistere in sentimenti o risoluzioni morali.
Devi pregare con il tuo cuore, con il tuo essere tutto intero.

Pregare è innanzitutto porsi di fronte a Dio sotto il suo sguardo. Se il tuo cuore è con Dio, il resto seguirà e tu saprai quello che gli devi dire e quello che devi fare.
Spogliati del tuo essere e dell’apparire  per far  emergere davanti a Dio il fondo del tuo cuore.
Non è facile essere nella verità davanti a Dio perché spesso reciti solo una parte davanti ai tuoi occhi  a quelli dei tuoi fratelli…
Bisogna prima liberare il tuo essere profondo e rianimarlo. Poi ti esporrai povero e nudo all’irradiazione della vita trinitaria..

Tu vali molto più delle tue parole, dei tuoi pensieri e delle tue azioni. È il tuo essere che devi donare a Dio, spoglio di ogni tuo avere e di ogni tuo agire.
Quante volte i tuoi possessi ti hanno impedito di esistere!
Più progredirai nella vita di preghiera più diventerai povero, spoglio e semplice….

Siedi ai piedi del Signore, aprigli con larghezza il tuo cuore e le tue mani, per accogliere il dono della sua presenza amorosa.
Non ti è domandato di elaborare delle meditazioni razionali o di adottare determinati comportamenti ma semplicemente questa coscienza della presenza e dell’amicizia di Gesù Cristo.

Avrai l’impressione di perdere tempo, di non fare nulla, e sarai tentato di fuggire. Se accetti di tenere duro nel silenzio, nella povertà e nella supplica ardente, senza abbandonare il tuo desiderio di contemplare il volto del Signore, sta sicuro: la Spirito santo di invaderà e ti innalzerà facilmente”. ( Da "Prega il Padre tuo nel segreto", pp 112-113)

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