sabato 16 giugno 2012

"Che cosa è l'uomo perché te ne curi?"


III DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Le letture di domani ci faranno tuffare dentro il mare del rapporto tra uomo e donna. Leggeremo il racconto della creazione di Genesi 2, la lettera agli Efesini di san Paolo ( Ef 5, 21-33) e il famoso passo evangelico in cui Gesù ribadisce il valore dell’unione matrimoniale (Mc 10, 1-12).
Vorrei però spendere due parole non tanto su questi brani abbastanza conosciuti ma sul salmo responsoriale, il Salmo 8.
È il salmo in cui troviamo una domanda fondamentale. “Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?”.
È un interrogativo che il salmista non pone ad altri uomini e nemmeno a se stesso. Lo pone a Dio e solo da Dio  aspetta la risposta.
Di fronte a tutto il creato l’uomo è piccola cosa eppure chi scrive avverte che lo sguardo di Dio sull’uomo è molto diverso: Lui l’ha fatto “poco meno di un dio”, per Lui l’uomo è la creatura più grande.
E il salmo enumera ben sei azioni che il Signore ha compiuto per l’uomo: se ne ricorda, se ne prende cura, gli ha dato potere, a posto tutto sotto i suoi piedi….
Scrive il biblista B. Maggioni a questo proposito: “Tutto nell’uomo è ricevuto. La sua grandezza è totalmente dono…è l’amore di Dio che dà dignità all’uomo”.

Credo allora che entrare in questa consapevolezza, provare a vedere se stessi e gli altri con gli occhi di Dio,  sia il primo passo per costruire “umanità”.
Prima di toccare temi importanti come il matrimonio, le separazioni, prima di rispondere alle provocazioni concrete del vivere comune, è necessario andare a monte, provare a chiedersi come guardiamo all’uomo, se la nostra visione è pessimista in toto o lascia spazio alla speranza.

Scoprire se in cuore portiamo lo stupore del salmista davanti all’uomo creato o se in noi si è spento per le continue delusioni. Invocare da Dio la grazia di continuare ad amare l’uomo anche quando sembra aver imbruttito, dimenticato o negato tutta la sua dignità.
Lo so che può sembrare un discorso astratto, ma sono  i nostri punti di partenza a guidarci poi nelle valutazioni e nelle scelte minori
Se per noi gli uomini sono solo poca cosa e crediamo che Dio stesso se li dimentichi  allora non ci sarà sforzo alcuno per migliorarne la vita.

Poniamo allora anche noi al Signore la domanda: “Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi ?”.

P.S: il blog resterà inattivo per alcuni giorni.

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