giovedì 28 giugno 2012

A pugni stretti


“Pregare non è cosa facile. Richiede una relazione nella quale tu permetti a qualcuno di diverso da te di entrare  nel centro stesso della tua persona per vedervi quello che tu preferiresti rimanesse nell’oscurità e o per toccare quello che ti preferiresti rimanesse intangibile.
Perché mai vorresti farlo?...Permettere che l’Altro entri nel luogo dove prende forma la tua vita più intima questo è pericoloso e suscita un atteggiamento di difesa.
La resistenza a pregare è come la resistenza opposta  dai pugni strettamente serrati….
Quando sei invitato a pregare ti si chiede di aprire il pugno strettamente chiuso…

Quando vuoi pregare dunque la prima domanda è: come aprire le mie mani  chiuse?
Certo non con la violenza e neppure con una decisione forzata. Forse puoi scoprire la tua via verso la preghiera ascoltando le parole che l’angelo disse a Zaccaria, a Maria, ai pastori, alle donne nel sepolcro: “Non avere paura”.
Non avere paura di Colui che vuole entrare nel tuo spazio più intimo e invitarti a lasciare andare quello a cui ti aggrappi così ansiosamente….
O Dio,
ho tanta paura di aprire i miei pugni stretti!
Chi sarò quando non avrò più nulla a cui aggrapparmi? Chi sarò quando starò dinanzi a te a mani vuote?
Aiutami ti prego ad aprire via via le mie mani e a scoprire che non sono ciò che posseggo ma ciò che vuoi darmi…
( da “A mani aperte” , Henry J.M. Nouwen,  Queriniana, pp. 9-13)

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