martedì 5 giugno 2012

Tempi bui


“Sono tempi duri”. È una frase conosciuta.
Un periodo può essere duro, difficile, ma comunque abitato dalla speranza.
Il problema diventa ancora più grave  quando non si riescono a trovare segni e ragioni di speranza.
Allora i tempi da “duri” diventano “bui”, densi di tenebre interiori che spengono gli sguardi e opprimono il respiro.

Prendiamo allora a prestito le parole che Etty Hillesum scriveva sul suo Diario (1941-1943):

“Preghiera della domenica mattina.
Mio Dio sono tempi tanti angosciosi. Stanotte per la prima volta ero sveglia al buio con gli occhi che mi bruciavano; davanti a me passavano immagini e immagini di dolore umano.
Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani – ma anche questo richiede una certa esperienza. Ogni giorno ha già la sua parte.
Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla.
Una cosa però sento che diventa sempre più evidente per me e cioè che tu non puoi aiutare noi ma siamo noi a dover aiutare te e in questo modo aiutiamo anche noi stessi.
L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio.
E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati degli altri uomini”.

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