martedì 18 settembre 2012

Tu sei la mia lampada

MARTEDI DELLA III SETT. DOPO IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI


“Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre”
Così iniziava il vangelo odierno( Lc 18, 1-8).

Si può capire quel “sempre” imparando a considerare la preghiera non tanto e non solo il frutto dei nostri sforzi ma soprattutto vedendola come un dono di Dio, un bene grande che ci mette tra le mani e che nasce dal desiderio di un incontro che Dio ci pone in cuore.
Infatti la preghiera prima di essere un dialogo tra Dio e l’uomo è un incontro che può avvenire nel silenzio del cuore, senza parole, senza formule, ma fatto di attenzione a quella presenza interiore che dimora in noi.
Un incontro  che nasce da un desiderio, da una ricerca, da un richiamo “dall’alto”.
E questo desiderio può entrare ed abitare nel nostro essere e nel nostro fare anche quando non ne abbiamo piena consapevolezza. Qualcuno parlerebbe di vivere in una “unità di cuore, di volontà” con il Signore.

In un piccolo testo del Card. Martini ho trovato questa preghiera che penso sia sua:

“Ti prego Signore
di rischiarare la mia lampada che è la preghiera.
Preghiera che fa fatica ad accendersi, che non splende come vorrei.
Ti chiedo Signore di rischiararla
e però vorrei , con più audacia, fare mie la parole di Divide:
Tu sei la mia lampada.    
    
Non voglio quindi preoccuparmi troppo della mia preghiera
nella certezza che tu sei la mia lampada,
il sole della mia vita.

Donaci Signore nostro Dio di capire il mistero della nostra preghiera
a partire dalla tua luce che ci illumina.
Donami di coltivare la mia “terra”
con umiltà e semplicità di cuore,
a imitazione della Vergine Maria.
Te lo domandiamo per Cristo Gesù
Tuo Figlio e nostro Signore.”

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