lunedì 5 novembre 2012

"C'è ancora posto!"

II DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE - ANNO B

“C’è ancora posto”: questo dice il servo nel vangelo di ieri ( Lc14, 15-24) al padrone che lo ha inviato a “raccogliere” ospiti per la sua cena.
Sì, c’è ancora posto: nel cuore di Dio c’è ancora posto per l’uomo e nell’uomo c’è ancora posto per Dio. In Dio non ci sono spazi pieni che ci “rifiutano”.
Siamo noi che spesso, come abbiamo letto nella prima lettura (Is 56, 3-7) , ci sentiamo “stranieri”, “eunuchi”, perché ci sembra di essere alberi senza frutto, alberi secchi.
Ci sentiamo e ci pensiamo indegni del Signore e di conseguenza ci ritiriamo nelle nostre tane.
Eppure anche a noi Lui risponde: “ Li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera”.
L’errore più grave sarebbe quello di non corrispondere all’invito che ci offre di partecipare alla sua cena e di rispondere: “Ti prego di scusarmi ma ho comprato, sono occupato, mi sono sposato, non sono degno, non sono capace…ho altro da fare”.

L’invito di Dio dura un’intera vita: ce lo narra la stessa biografia di s. Carlo la cui memoria cadeva ieri anche se la Chiesa ambrosiana la celebra oggi.
Questo santo iniziò la sua carriera ecclesiastica per consuetudine ( il secondogenito veniva sempre, nelle famiglie nobili, indirizzato a questa). Ma proprio dentro essa cominciò ad avvertire una forte chiamata alla conversione, alla santità, ad una vita diversa, non fatta più di privilegi ma di servizio.
Occupava già un posto nella Chiesa ma ha capito che Dio gli offriva un altro “posto” che gli avrebbe dato sicuramente più gioia anche se insieme a più fatiche.
È bene allora interrogarci su quali sono le motivazioni per cui ci sentiamo e ci facciamo “stranieri”, “eunuchi” nei confronti del Signore, e su quali sono le nostre scuse davanti ad un Dio che ci chiama a prendere posto, il nostro posto, quello giusto, adatto per noi.

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