domenica 2 dicembre 2012

Beato chi non si scandalizza!



Credo che dal vangelo di questa domenica (Lc 7, 18-28) possiamo trarre alcuni spunti di riflessione.
Il primo: Cristo continua ad operare nel cuore degli uomini e a loro favore nonostante i dubbi. Non sono i dubbi del Battista a fermarlo e nemmeno i nostri.
Il secondo: Gesù risponde alle nostre domande con i fatti. Quindi non bisogna aspettarsi segni particolari o “magici” come risposte ai nostri perché ma al contrario bisogna andare a cercare la presenza di Dio là dove possiamo trovarla, soprattutto nel "fare" delle persone di buona volontà.
Sono le opere a dare testimonianza. Le parole sono la spinta, il primo invito, l’annuncio, ma poi le risposte si trovano nelle opere compiute secondo il cuore di Dio. Se mancano non troviamo più risposte.
Il terzo: tutti, in un modo o nell’altro, trovano in Gesù motivo di scandalo.
Quelli che si credono giusti perché Lui mangia con i peccatori.
I peccatori perché  si aspettano che Lui gli risolva la vita con facilità, senza fare la fatica di dover cambiare.
Noi che fatichiamo ad accettare che Lui voglia bene a certe persone e gli voglia così bene. A volte non riusciamo nemmeno a credere che ci voglia bene, conoscendo i nostri peccati e i nostri limiti.
Anche il troppo bene può diventare per noi motivo di inciampo perché subito pensiamo: non è possibile, non è giusto….

Ma a tutto questo Gesù risponde: “Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo”.
Anche il Battista, che era già avanti nel cammino di fede, che “era il più grande tra i nati di donna”,  ha dovuto fare un passo ulteriore, farsi ancora più piccolo di quello che già era, più umile ed accettare che il Signore rieducasse le sue aspettative.

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