venerdì 21 dicembre 2012

Cercare i "segni"


Quante volte nelle liturgie di questo Avvento abbiamo invitato il Signore a venire: “Vieni Signore Gesù!”
Abbiamo poi letto nelle varie domeniche le profezie di Isaia che ci hanno assicurato questo venuta.
Ma Cristo viene veramente? È presente nel nostro mondo, nelle nostre vite e lo sarà anche in futuro?

Credo che si possa rispondere con sicurezza di per un motivo molto semplice: non sono i nostri meriti a “chiamarlo”. Se così fosse non verrebbe quasi mai.
Lui viene per sua iniziativa gratuita, viene perché vuole venire, viene perché spinto da quell’amore che in Lui è sempre uguale a se stesso, non si fa spegnere dalle nostre infedeltà.
Dunque non c’è dubbio che Gesù voglia essere “il Dio con noi”. Questa è la nostra certezza.
Se dunque  anche noi vogliamo “essere con Lui” allora l’incontro è e sarà sempre possibile.
Se noi lo lasciamo entrare non si fa aspettare.

Certo le modalità della sua presenza non seguono le nostre logiche o aspettative.
Non dobbiamo illuderci di poter evitare la fatica di andare in cerca dei segni della sua presenza.
Questo lavoro impegnativo di ricerca ci è chiesto perché quello che rimane in superficie facilmente viene cancellato ma ciò che scende in profondità rimane, anche se nascosto.
Il Natale in fondo diventa veramente  nostro nella misura in cui abbiamo cercato i segni del Dio che è venuto e viene nella nostra vita.
Se non li troviamo dobbiamo cercare meglio o altrove, perché ci sono.

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