domenica 6 gennaio 2013

La qualità del cuore


EPIFANIA DEL SIGNORE
  
“Nell’Epifania è insito anche un aspetto di giudizio, di svelamento dei cuori. La nascita del Messia a Betlemme suscita il riconoscimento e l’adorazione degli uni (i Magi) e il turbamento e il rigetto degli altri (Erode). Da un lato, appunto, turbamento, gelosia, volontà di soffocare la vita del neonato, menzogna, doppiezza; dall’altro, gioia, riconoscimento, adorazione, dono, sincerità.  
Il dono di Dio non è mai neutrale e svela la qualità del cuore. O c’è accoglienza che diviene partecipazione alla logica del dono (I Magi “offrirono in dono oro, incenso e mirra”: Mt 2,11), o c’è rifiuto che diviene volontà mortifera (cf. Mt 2,16).” ( Luciano Manicardi)

Il Natale da poco passato non è quindi solo un ricordo, una festa di famiglia, la memoria del dono ricevuto. È una domanda sulla “qualità” del nostro cuore, suoi “segreti” che lo abitano, sui sentimenti e i pensieri che muovono il nostro parlare e il nostro agire.
La nascita di Cristo non è solo lo spartiacque della storia ma è l’inizio dello svelamento: Dio si fa conoscere facendosi piccolo e l’uomo davanti a Lui impara a conoscere se stesso.
Ogni passo in questa direzione è per noi “seguire la stella che ci precede”. L’amore di Dio ci precede sempre e comunque, ci orienta la vita. A noi non tocca inventare chissà quali nuove strade ma seguire quella che Cristo indica anche solo con il suo modo di essere, anche solo con il suo essere adagiato in una mangiatoia.
 



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