lunedì 11 marzo 2013

Ipocrita!


LUNEDÌ DELLA IV SETTIMANA DI QUARESIMA 

Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. ( Mt 7, 1-5)

Come ieri anche oggi torna l’argomento del vedere anche se in un'altra prospettiva.
Non si parla qui di occhi che rifiutano di vedere e  riconoscere Cristo come nel passo del cieco nato ma di occhi che guardano il fratello colmi di giudizio e presunzione. E quindi di occhi anch’essi ciechi, di una cecità subdola e pericolosa.
La scorsa settimana ho assistito in due giorni consecutivi a due tipi di conversazione.
La prima tra un sacerdote e due giovani novizie: avendo in mano un volantino che invitava ad un incontro di preghiera legato alla Madonna di Medjugorje prendevano in giro quella spiritualità e chi vi partecipava.
La seconda presso una famiglia questa volta di medjugoriani doc i quali a loro volta criticavano con un certo disprezzo alcune persone impegnate nell’ambito sociale.

Queste piccole esperienze mi hanno ancora di più radicato nell’idea che la presunzione, la superbia e la critica feroce sono le grandi travi piantate nei nostri occhi, così grandi che non riusciamo nemmeno a riconoscerle. Esse ci impediscono di vedere le persone così come le vede Dio e di rispettarle anche se diverse da noi.
Le nostre parole esprimono la qualità della nostra vita spirituale: possiamo aver fatto scelte di consacrazione speciale, possiamo digiunare il mercoledì e il venerdì e andare a tutti i pellegrinaggi possibili ma se poi le nostre labbra sono capaci di esprimere certi giudizi allora dobbiamo proprio rivedere tutto il nostro cammino di fede e scegliere altri sacrifici per la Quaresima. A cosa serve rinunciare ai dolci se poi non rinuncio alle parole di giudizio che “uccidono” il mio prossimo?

1 commento:

  1. Ciao Emanuela,
    "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." Matteo, 7,21-23

    Medjugoriani, Francescani, Presbiteriani... dubito che il buon Dio divida in queste categorie i suoi figli. La "classificazione" e la critica, sono purtroppo invenzioni nostre, per sentirci superiori agli altri.

    "E quando preghi, non fare come gli ipocriti, poiché essi amano pregare in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle strade, per poter essere visti dagli uomini."

    E sono passati 2000 anni...

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