domenica 24 luglio 2016

Chi è interessato al futuro e al regno di Dio?


X DOMENICA DOPO PENTECOSTE – ANNO C


“Quanto è difficile per quelli che possiedono ricchezze entrare nel Regno di Dio” ( Lc 18, 24):
Ma la mia domanda è: chi è interessato ad entrare nel Regno di Dio o, meglio ancora, chi è interessato ad avere il Regno di Dio dentro il cuore in vita per poi entrarci in morte?
Nei primi secoli del cristianesimo la questione era molto sentita. Oggi la questione fondamentale pare essere invece: come salvarmi la vita, come renderla più comoda, come proteggerla?
E del poi a pochi interessa perché non hanno gustato nell'oggi il sapore della presenza di Dio in cuore e di conseguenza non la desiderano per il dopo.
S. Paolo scriveva ai romani: “Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Rm 14, 17).
Se dunque volessimo dare un contenuto di significato all'espressione “Regno di Dio” potremmo dire che non lo conosciamo dalle cose ma da atteggiamenti interiori: giustizia, pace, gioia che sgorgano dall'opera dello Spirito santo e, come ci ricorda il vangelo di oggi, sono frutto di un lasciare perché si è trovato qualcosa che addirittura ci fa superare la tentazione del salvarci, del proteggerci, della vita comoda.
Giustizia, pace, gioia crescono in coloro nei quali si è compiuto questo passaggio e che di conseguenza assumono un modo di essere diverso, che interroga e chiama a conversione.
Quello che oggi è venuto a mancare è l'idea di futuro. I giovani spesso non lo vedono, non lo cercano, non lo pensano.
L'unico modo per vivere e sopravvivere è caricare il presente di emozioni, sensazioni, cose.
Per loro, come per molti adulti, la domanda sul Regno di Dio in cui entrare diventa allora ancora di più senza senso.
Forse non annusano là dove vivono la presenza di uomini e donne che profumano di giustizia, pace e gioia, che sanno guardare oltre, che parlano di futuro in positivo, che chiamano il futuro anche Dio.

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